CONCORSO  UNLOCKING CITIES - DIDA UNIFI

20/11/2020

Il Covid-19,  mentre ha profondamente turbato la vita quotidiana, qualsivoglia fosse la nostra condizione, ricco o povero, giovane o vecchio, ci  ha obbligato a guardare  nuovi scenari esistenziali e rinnovare il dialogo  tra sfera intima e collettiva, sfidando, al contempo e   d’improvviso, modi di abitare maturati, consolidati, rassicuranti.

Ciò ha favorito la riscoperta di spazi di dimensioni ridotte e il ricorso ad una  percezione diversa della scala urbana, oltre alla più acuta sensibilità ambientale, rendendo in tal modo ancora più esplicita l’importanza della natura urbana, della sua stretta relazione con l’uomo, anche se non viceversa.  

Lo stop industriale ha mostrato quale impronta stampi   l’ uomo sull’ambiente:  i canali del centro di Venezia sono tornati limpidi , la fauna si è  riappropriazione degli spazi adiacenti le metropoli; prova che siamo ancora in tempo a cambiare i nostri stili di vita.

Con questi propositi nasce Urban Glitch, un nuovo concept di abitare gli spazi urbani in modo sostenibile, sicuro, indipendente e modulare.

 

Andando a frammentare gli spazi planimetrici, il concept ha immaginato di  generare numerosi  salotti urbani, distinti cromaticamente ad indicare   i viali pedonali e ciclabili, che in tal modo si differenzieranno dagli spazi di stazionamento, ognuno dei quali destinato a un numero limitato di persone;  ciò, inoltre, lascerà interagire la florida vegetazione del versante tiberino con l’impronta modulare di Urban Glitch.

La permeabilità sia spaziale sia  formale degli oggetti sono il leitmotiv fondamentale e caratterizzante del progetto.

Dilatare, frammentare e incrementare gli spazi pedonali, ciclabili e di stazionamento ha lo scopo  di rieducare gli utenti a una vita più sostenibile e salutare. Coinvolgere, aiutare e guidare la comunità tutta è lo scopo del  progetto che intende favorire l’interazione uomo - natura , rendendo quest’ultima   protagonista capace di interpretare la funzione di una  vera e propria infrastruttura garante della  sicurezza sanitaria attraverso gli spazi con cui dialoga.

L’utilizzo di un modulo unico, sia per l’ingombro di progetto sia per gli elementi che lo compongono, garantisce flessibilità e adattabilità a qualunque spazio urbano. Le distanze saranno mantenute attraverso la composizione e sovrapposizione del modulo cubico che potrà essere letto talvolta quale vaso , talaltra quale seduta e  ancora come struttura di lampade sferiche che illumineranno i percorsi pedonali.

L’ubicazione nella zona industriale del quartiere Ostiense di Roma esprime la il proposito di restaurare  e  riqualificare  numerosi spazi inutilizzati,  di cui  la città moderna costantemente dispone , spesso fortemente degradati e mal sicuri.

Il desiderio è di dialogare con la natura attraverso il linguaggio modulare, adottando strumenti urbanistici e progettuali che favoriscano l’assorbimento di CO2, migliorino la salute e rendano alla comunità gli spazi dismessi

Localizzazione

Roma, Italia

Anno

2020

Cliente

Univesità degli studi di Firenze - DIDA

Progetto

Nuovi scenari per l'abitare,  e le nature urbane nel post-Covid

Team

Ranieri Luchetti - Gianmarco Vittorelli - Riccardo Rossi - Gianluca Gabrielli - Federico Consolazione

Manuel Di Pasquale